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Quale paese europeo accoglie meno migranti di fronte alla crisi migratoria?

Quando si cerca quale paese europeo accoglie meno migranti, la risposta cambia radicalmente a seconda dell'indicatore scelto. Numero lordo di…

Groupe de migrants adultes avec bagages attendant à un poste-frontière européen sous un ciel nuageux

Quando si cerca quale paese europeo accoglie meno migranti, la risposta cambia radicalmente a seconda dell’indicatore scelto. Numero lordo di domande di asilo, rapporto per abitante, protezione temporanea per i rifugiati ucraini: ogni griglia di lettura produce una classifica diversa. La Danimarca emerge regolarmente tra i paesi che ricevono meno richiedenti asilo in rapporto alla sua popolazione, ma questo dato non basta a fornire un quadro completo della crisi migratoria in Europa.

Domande di asilo per abitante: il criterio che cambia la classifica

Confrontare Malta e la Germania basandosi solo sul numero di pratiche presentate non ha alcuna utilità. Gli stati piccoli mostrano meccanicamente volumi bassi in numeri assoluti, il che distorce qualsiasi lettura diretta.

Non appena si riportano le domande alla popolazione, la gerarchia si inverte. La Danimarca figura tra i paesi che ricevono meno domande di asilo per abitante, risultato di scelte politiche assunte: inasprimento delle condizioni di accoglienza, restrizioni sul ricongiungimento familiare, accordi con paesi terzi.

Si può approfondire la crisi migratoria in Europa secondo Pays de Bécherel per capire come queste classifiche variano a seconda delle fonti e dei periodi considerati.

Ungheria, spesso citata per la sua politica anti-immigrazione, ha visto le sue domande di asilo diminuire dopo la chiusura della sua frontiera sud e l’implementazione di zone di transito contestate dal punto di vista giuridico. In alcuni anni, le domande sono diventate quasi inesistenti. Questo la rende un altro candidato per il fondo della classifica, ma per motivi molto diversi rispetto al caso danese.

Agente delle guardie di frontiera europee in uniforme che controlla documenti a un posto di passaggio ufficiale

Protezione temporanea per gli ucraini: un angolo morto delle statistiche classiche

I rifugiati ucraini che beneficiano di una protezione temporanea non compaiono nei numeri delle domande di asilo. Questo status, attivato per la prima volta a livello dell’UE, riguarda oltre 4 milioni di persone.

Un paese che riceve pochi richiedenti asilo può sostenere un carico importante a titolo di protezione temporanea. In rapporto alla popolazione, i tassi più elevati di rifugiati ucraini sono stati osservati in Repubblica Ceca, Slovacchia e Cipro. In termini assoluti, Germania, Polonia e Repubblica Ceca dominano.

Rispondere con un solo nome di paese alla domanda “chi accoglie di meno” diventa fuorviante in questo contesto. Uno stato che chiude la porta ai richiedenti asilo tradizionali può benissimo ospitare decine di migliaia di ucraini sotto protezione temporanea.

I paesi dell’Europa centrale di fronte a questo doppio standard

La Polonia illustra bene questa complessità. Il paese ha a lungo rifiutato i meccanismi di ricollocazione dei richiedenti asilo provenienti da Siria o Afghanistan. In parallelo, ha accolto un numero considerevole di rifugiati ucraini fin dal 2022.

Questa politica selettiva impedisce di classificare la Polonia tra i paesi meno accoglienti in termini assoluti, anche se rimane uno dei più riluttanti sul fronte asilo al di fuori dell’Ucraina.

Patto europeo sulla migrazione: gli obblighi di solidarietà a partire dal 2026

Il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo impone un meccanismo di solidarietà obbligatorio. Gli stati membri che non desiderano accogliere richiedenti asilo ricollocati dovranno contribuire finanziariamente o fornire supporto operativo.

  • I paesi che rifiutano la ricollocazione fisica pagano un contributo finanziario fissato dal regolamento, il che crea una forma di “diritto di ritiro a pagamento”
  • Almeno 30.000 richiedenti asilo devono essere distribuiti tra gli stati membri per alleviare la pressione sui paesi di primo arrivo come Grecia, Italia o Spagna

Questo meccanismo impedisce ora a qualsiasi stato di sottrarsi completamente allo sforzo collettivo. I paesi storicamente meno accoglienti dovranno quindi accettare ricollocazioni o pagare. La nozione di “paese che accoglie di meno” evolverà quindi verso una lettura sia di bilancio che demografica.

Calano in generale le domande di asilo in Europa: contesto 2026

L’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo indica che circa 332.000 domande sono state registrate nel primo semestre 2026, ovvero il 17% in meno rispetto al primo semestre 2025 e il livello più basso per un primo semestre dal 2021.

Questa tendenza colpisce l’intero continente, non solo i paesi di primo arrivo. Francia e Germania sono anch’esse coinvolte. Rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne da parte di Frontex, accordi con i paesi di transito, inasprimento delle politiche nazionali: diversi fattori convergono.

Riunione di responsabili governativi europei che analizzano dati statistici sulla crisi migratoria in una sala conferenze

I ritorni variano su questo punto, ma la diminuzione dei flussi non significa la fine delle tensioni politiche attorno all’immigrazione. Episodi come quello di Ceuta dimostrano che picchi localizzati possono verificarsi anche quando i numeri globali calano.

Perché le classifiche rimangono instabili

Una classifica fissa dei paesi europei meno accoglienti ha solo un valore limitato. I dati cambiano ogni semestre. Gli status giuridici (asilo, protezione temporanea, protezione sussidiaria) frammentano la realtà, e le scelte politiche nazionali si muovono secondo le elezioni.

La Danimarca, l’Ungheria o alcuni paesi baltici tornano spesso in fondo alle classifiche delle domande di asilo. Non appena si integra la protezione temporanea ucraina o i contributi finanziari previsti dal patto migratorio, nessun paese può pretendere di rimanere totalmente al di fuori dello sforzo europeo.

La risposta alla domanda iniziale dipende meno da un nome di paese che dal criterio scelto per misurare l’accoglienza. Numero lordo di domande di asilo, rapporto per abitante, protezione temporanea e future obbligazioni di solidarietà delineano quattro realtà distinte, a volte contraddittorie.

Quale paese europeo accoglie meno migranti di fronte alla crisi migratoria?